Il Potere dell’Autocompassione e della Gentilezza Verso Se Stessi
- Psicoterapeute Milano
- 25 giu
- Tempo di lettura: 3 min
Ti sei mai accorto di quanto spesso sei severo con te stesso? Ti capita di criticarti per ogni errore, di rimproverarti per non essere abbastanza, di pretendere da te stesso molto più di quanto faresti con chiunque altro? La gentilezza non è solo qualcosa che riserviamo agli altri: è un atteggiamento che possiamo (e dobbiamo) rivolgere anche a noi stessi.
Perché facciamo fatica a essere gentili con noi stessi?
Molti di noi sono stati educati con l’idea che per migliorarsi sia necessario essere rigidi, esigenti, autocritici. Pensiamo che se ci concediamo troppa comprensione, rischiamo di diventare pigri, di abbassare i nostri standard, di smettere di impegnarci. Ma la verità è che l’eccessiva severità non ci rende più forti: ci svuota, ci logora, ci lascia con un senso costante di inadeguatezza.
Se trattassimo un amico come trattiamo noi stessi nei momenti di difficoltà, probabilmente quel rapporto si spezzerebbe. Eppure, siamo spesso i primi a giudicarci con durezza, a pretendere da noi stessi la perfezione, a non concederci il diritto di sbagliare.
Imparare ad essere gentili con noi stessi non significa trovare scuse per non migliorare, ma riconoscere che la crescita non avviene attraverso il giudizio, ma attraverso la comprensione.
L’autocompassione: accogliere se stessi senza giudizio
Essere gentili con se stessi significa sviluppare autocompassione, ossia la capacità di accogliere i propri errori, le proprie fragilità, le proprie difficoltà con lo stesso calore e la stessa empatia che riserveremmo a una persona cara. Non significa giustificarsi sempre, ma smettere di punirsi per essere umani.
L’autocompassione ci permette di affrontare gli errori senza paura, di imparare dai momenti difficili senza sentirci sbagliati, di riconoscere che la nostra autostima non deve dipendere solo dai risultati che otteniamo. Quando impariamo a trattarci con gentilezza, la nostra mente smette di essere un luogo di lotta e diventa uno spazio di accoglienza e crescita.
La gentilezza non è debolezza, ma forza interiore
Spesso si pensa che la gentilezza sia una forma di debolezza, che per affrontare le difficoltà sia necessario essere duri con se stessi e con gli altri. Ma la gentilezza è una forza immensa: richiede coraggio, consapevolezza, capacità di stare nelle emozioni senza fuggire. Essere gentili non significa ignorare i problemi, ma affrontarli con uno sguardo più ampio, senza lasciarsi schiacciare dal peso dell’autocritica.
Quando iniziamo a trattarci con maggiore dolcezza, cambiano anche le nostre relazioni. Se impariamo ad accettare noi stessi, diventa più facile accettare anche gli altri. Se smettiamo di giudicarci in modo rigido, smettiamo anche di pretendere dagli altri una perfezione irraggiungibile. La gentilezza crea connessioni, allevia il peso delle aspettative e rende più autentico il modo in cui viviamo noi stessi e il mondo che ci circonda.
Come coltivare la gentilezza verso se stessi
Essere più gentili con se stessi non significa cambiare dall’oggi al domani il proprio atteggiamento interiore. Significa iniziare a notare quando ci trattiamo con durezza, riconoscere quando la nostra voce interiore è troppo critica, scegliere di rispondere a noi stessi con maggiore comprensione.
Possiamo iniziare concedendoci piccole pause quando siamo stanchi, parlando a noi stessi con parole di incoraggiamento invece che di giudizio, ricordandoci che ogni errore è un’opportunità per crescere. Possiamo imparare a essere i primi alleati di noi stessi, invece che i nostri giudici più severi.
La psicoterapia come strumento per sviluppare l’autocompassione
Se ti accorgi di essere spesso troppo critico con te stesso, se senti di non riuscire a darti il permesso di essere umano, la psicoterapia può aiutarti a costruire un rapporto più sano con te stesso. Può offrirti uno spazio per esplorare le radici della tua autocritica, per imparare a sviluppare una voce interiore più gentile, per riscoprire il valore della comprensione senza giudizio.
Forse oggi puoi iniziare con un piccolo passo: rivolgerti una parola di incoraggiamento invece che un rimprovero, accettare un errore senza colpevolizzarti, concederti una pausa senza sentirti in difetto. Perché la gentilezza non è un lusso, ma una scelta. E meriti di trattarti con la stessa cura che riserveresti a qualcuno che ami.




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